COMUNICATO STAMPA:
Erbicidi a base di glifosate sono ancora ampiamente usati nel territorio comunale, sia in zone agricole che extraagricole, in aree industriali, sedi ferroviarie, argini di canali, fossi, giardini privati. Eppure nel marzo 2015 la IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), organo di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha valutato la cancerogenicità del glifosate classificandolo come cancerogeno probabile (2A) sulla base di prove di cancerogenicità giudicate certe per gli animali e sufficienti per l’uomo; la commissione ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento Europeo (Envi) nel marzo 2016 ha chiesto alla Commissione Europea che il glifosate sia vietato e che non sia rinnovata l’autorizzazione.
Il Glifosate inoltre altera gli ecosistemi con cui entra in contatto e compromette la stabilità dei terreni, riduce la biodiversità e contribuisce in modo determinante al dissesto idrogeologico.
Chiediamo quindi al Comune di Faenza di fare pressione su quei soggetti pubblici, come l'ANAS e le Ferrovie dello Stato, affinché abbandonino l'uso di diserbante a base glifosate nel territorio comunale, usando unicamente prodotti previsti dalla produzione biologica,sfalcio e pirodiserbo, allineandosi al disciplinare Biohabitat già in uso in parchi, giardini pubblici, aiuole...; chiediamo di vietare tali diserbanti per ogni uso non agricolo, anche da parte di privati cittadini. Chiediamo infine di rendere effettive le prescrizioni dell'art.130 del Regolamento di Igiene Sanità Pubblica e Veterinaria impegnando le autorità a controlli efficaci e al monitoraggio dei residui di pesticidi nelle acque.
Alleghiamo il testo originale inviato al Comune di faenza e p.c. a tutti i sindaci dell'Unione Romagna Faentina.
Le associazioni e i Comitati:
AIAB Emilia Romagna; Comitato Acqua Bene Comune Faenza e comprensorio; Comitato ambiente e paesaggio di Castel Bolognese; Comitato Brisighella Bene Comune; Comitato Debito pubblico: decido anch'io; Circolo Legambiente Lamone di Faenza; Ecoistituto Ecologia scienza e società Faenza; Fuori dal Coro; Gruppo Famiglie Rifiuti Zero, Gruppo Acquisto Solidale di Faenza; Gruppo Allattando a Faenza; Referente Rete rifiuti zero Emilia Romagna; Si rinnovabili No nucleare.
...Sembrava un referendum piccolo piccolo ma possiamo gettare il quorum oltre l'ostacolo!
#unquorumcosì
Il Governo di Renzi, costretto dai quesiti referendari delle Regioni a vietare nuove perforazioni entro le 12 miglia, ha prorogato quelle vecchie all'infinito.
Poi, ha tentato di negare che il referendum del 17 aprile, oltre che contro questa incredibile novità, intervenga "sulle rinnovabili, su un nuovo modello di sviluppo, sull’ alternativa alle energie fossili".
Invece è di questo che stiamo parlando e continueremo a farlo ... la transizione energetica è già cominciata.....
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Le Associazioni e Comitati dei Comuni dell'Unione della Romagna Faentina (sotto l''elenco completo) che, nei primi mesi dello scorso anno, sono intervenuti durante la consultazione per la definizione del Piano di Azioni per l'Energia Sostenibile (PAES), fanno sapere ai Comuni e agli enti e associazioni interessati di essere in attesa di essere coinvolti nei tavoli operativi indicati, per la implementazione delle azioni previste.
Dicono, in un comunicato stampa: "Apprendiamo che, già dalla fine di febbraio, l'Amministrazione Comunale di Faenza ha aperto dei tavoli tematici di lavoro, con la partecipazione di associazioni di categoria, dove si discute anche di politiche ambientali e, più in specifico, di green economy, risparmio energetico, ciclo dei rifiuti, Patto dei Sindaci, Paes, ecc., nell'ambito della preparazione della Conferenza Economica 2016.
Chiediamo di poter partecipare a questo confronto e, a questo fine, avanziamo all'Amministrazione del Comune di Faenza e dei Comuni dell'URF alcuni primi contributi (documento allegato) che in ogni caso riteniamo utile rendere pubblici per poter interloquire anche con tutti i “portatori di interesse” e con i cittadini.
Dopo l'approvazione del Paes, sono intervenute diverse novità, che forse meritano di essere prese in considerazione anche al fine di un aggiornamento degli obiettivi generali, ma in questo momento vorremmo solo ricordare la necessità e l'urgenza di cominciare a mettere in atto qualche azione concreta (senza aspettare che tutte le procedure burocratiche completino il loro iter).
Gli spunti che avanziamo, nel nostro documento sono certamente rivolti alle Amministrazioni Comunali di Faenza e dei Comuni dell'Unione - e possono eventualmente essere integrati nelle azioni del Paes, già previste – ma intendono essere anche uno stimolo per i rappresentanti delle categorie economiche e produttive, sindacati, associazioni dei consumatori, amministratori di condominio, installatori di impianti, ecc. , oltre che associazioni e comitati ambientalisti e di cittadini, per aprire un confronto pubblico, e - se possibile - costruire una scaletta di azioni prioritarie condivise, verso gli obiettivi indicati dal PAES.
A questo fine siamo disponibili ad approfondimenti, formali e informali, con chiunque possa essere interessato.
Infine, riteniamo che questi contributi, per quanto parziali, possono inserirsi nella discussione sulla Conferenza Economica che dovrebbe affrontare i problemi produttivi e occupazionali, individuando alcune concrete iniziative per uno sviluppo sostenibile del nostro territorio".
Nota sulla applicazione del Piano di Azione per l'Energia Sostenibile dell'Unione della Romagna Faentina (marzo 2016) - PDF
* Le associazioni e i Comitati: Comitato Acqua Bene Comune Faenza e comprensorio; Comitato ambiente e paesaggio di Castel Bolognese; Comitato Brisighella Bene Comune; Comitato Debito pubblico: decido anch'io; Circolo Legambiente Lamone di Faenza; Ecoistituto Ecologia scienza e società Faenza; Fuori dal Coro; Gruppo Famiglie Rifiuti Zero, Gruppo Acquisto Solidale di Faenza; Referente Rete rifiuti zero Emilia Romagna; Si rinnovabili No nucleare.
IL MARE È NOSTRO. Ferma le Trivelle
Al referendum del 17 Aprile ✗ VOTA SI
7 buone ragioni per farlo:
1 Il tempo delle fonti fossili è scaduto: in Italia il nostro Governo deve investire da subito su un modello energetico pulito, rinnovabile, distribuito e democratico, già affermato nei Paesi più avanzati del nostro Pianeta.
2 Le ricerche di petrolio e gas mettono a rischio i nostri mari e non danno alcun beneficio durevole al Paese. Tutte le riserve di petrolio presenti nel mare italiano basterebbero a coprire solo 7 settimane di fabbisogno energetico, e quelle di gas appena 6 mesi.
3 L’estrazione di idrocarburi è un’attività inquinante, con un impatto rilevante sull’ambiente, a partire dal problema della subsidenza che interessa particolarmente la costa Romagnola, e sull’ecosistema marino. Anche le fasi di ricerca che utilizzano la tecnica dell’airgun (esplosioni di aria compressa), hanno effetti devastanti per l’habitat e la fauna marina.
4 In un sistema chiuso come il mar Mediterraneo un eventuale incidente sarebbe disastroso e l’intervento umano pressoché inutile (Proprio pochi giorni fa, a 7 km dalla costa tunisina, c'è stata una fuoriuscita di petrolio al pozzo “Cercina 7”). L’incidente del 2010 avvenuto nel Golfo del Messico alla piattaforma Deepwater Horizon che ha provocato il più grave inquinamento da petrolio mai registrato nelle acque degli Stati Uniti.
5 Trivellare il nostro mare è un affare per i soli petrolieri, che in Italia trovano le condizioni economiche tra le più vantaggiose al mondo. Il “petrolio” degli italiani è ben altro: bellezza, turismo, pesca, produzioni alimentari di qualità, biodiversità, innovazione industriale ed energie alternative.
6 Oggi l’Italia produce più del 40% della sua energia da fonti rinnovabili, con 60mila addetti tra diretti e indiretti, e una ricaduta economica di 6 miliardi di euro.
7 Alla Conferenza ONU sul Clima tenutasi a Parigi lo scorso dicembre, l’Italia insieme con altri 194 paesi - ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, perseguendo con chiarezza e decisione l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili.
Fermare le trivelle vuol dire essere coerenti con questo impegno.
Prime adesioni locali:
Associazione Fuori dal Coro; CIF Comitato contro gli Inceneritori; Circolo Legambiente Lamone; Comitato Acqua Bene Comune di Faenza e Comprensorio; Comitato Ambiente e Paesaggio di Castel Bolognese; Eco Istituto Ecologia Scienza e Società Faenza; Gruppo Famiglie Rifiuti Zero; GAAF; Gruppo di Acquisto Solidale; Referente Rete Rifiuti Zero Emilia Romagna; Si Rinnovabili No nucleare.
Tra le altre iniziative locali per approfondire le ragioni del SI, ricordiamo:
- Mercoledì 30 marzo, ore 20,30 Prometeo vicolo Pasolini, 6 Faenza“Le ragioni del Si e del No” con: Gianni Bessi, Consigliere regionale del PD, Comitato per il No “Ottimisti e Razionali”; Giulio Kerschbaumer, Direttore regionale Legambiente, Comitato “Vota Sì per fermare le trivelle”;
- Sabato 2 aprile, banchetto informativo in piazza;
- Lunedì 4 aprile, ore 20 Cinema Italia, Lunedì Cult Movie presenta “Human” di Yann Arthus-Bertrand, saremo presenti con un banchetto informativo;
- 8-9-10 APRILE - MOBILITAZIONE IN TUTTA ITALIA 1000 PIAZZE, UN MARE DI SI.