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File:Five Star Movement.svg - WikipediaRiguardo ai fatti di questi giorni, il M5S Faenza si stringe attorno al proprio Assessore Massimo Bosi e ne conferma, anzi rafforza, la piena fiducia, evidenziando il leale spirito di collaborazione con il quale, assieme a tutta l’amministrazione faentina (e al Corpo di Polizia Municipale) sta facendo tutto il possibile per affrontare la difficilissima e delicatissima situazione in cui si trova il nostro territorio, lavorando a testa bassa e senza sosta.


Rimandiamo al mittente gli attacchi strumentali che sono arrivati da fuori e (sigh!) da dentro la maggioranza, da chi fino a pochi giorni fa voleva riaprire i ristoranti anche la sera o da esponenti di un partito, quello guidato dal politico più odiato d’Italia, che ha provocato una inspiegabile crisi di Governo in piena pandemia causando ritardi nei ristori e nella campagna vaccinale.

Condividendo l’affermazione che Italia Viva e M5S sono due mondi opposti, invitiamo a nostra volta il Sig.Grillini a valutare l’uscita dalla maggioranza…

Movimento 5 Stelle Faenza

Overall*, rete multiculturale Faenza, alla quale anche QdS aderisce, ha chiesto al Comune di Faenza di riconoscere a Patrick Zaky la cittadinanza onoraria.

 

“Cittadinanza onoraria a Patrick Zaky!
La difesa dei diritti umani non conosce confini geografici
A un anno dall’arresto del giovane ricercatore le cui uniche colpe … sono quelle di essere uno studente, un ricercatore e un attivista per i diritti umani, Overall ribadisce con forza che deve tornare subito alla sua vita, a riabbracciare la sua famiglia e i suoi affetti più cari.
Molti sindaci di città e paesi italiani hanno preso a cuore lo studente dell’Alma Mater di Bologna conferendo a Patrick il titolo di cittadino onorario o aderendo a iniziative artistiche che denunciano la violenza che sta subendo.
Overall rete multiculturale Faenza, ribadendo la richiesta che Zaky torni libero e che gli sia data la cittadinanza italiana, chiede che il Comune di Faenza si unisca a questi comuni italiani, tra i quali Bologna, e gli conferisca la cittadinanza onoraria e chieda al Governo l’ottenimento della cittadinanza italiana.
La difesa dei diritti umani non conosce confini geografici e la nostra terra è abituata a non voltarsi dall’altra parte davanti alle ingiustizie: le nostre comunità hanno pagato un prezzo altissimo per la democrazia e la libertà e non abbiamo intenzione di venire meno a quell’esempio”.

Overall è una rete apartitica e aconfessionale di associazioni, organizzazioni, enti e cittadini, costituita per promuovere il rispetto dei diritti umani, dell’ambiente e la cultura della pace. E’ impegnata a contribuire a costruire una società accogliente, che rifiuta l’odio ed ogni forma di discriminazione, per una maggior tutela degli ultimi. Overall Faenza Multiculturale è aperta a chiunque condivida e sostenga i valori che l’hanno generata.

Mario Draghi, il discorso integrale del premier incaricato                            Lettera al Presidente incaricato Draghi
 
Egregio Professor Mario Draghi,

in questi giorni sta ascoltando le parti sociali per impostare il suo programma di governo. Tra queste parti mancheranno gli italiani senza cittadinanza: più di un milione di ragazze e ragazzi nati e/o cresciuti in Italia che ancora oggi non vengono riconosciuti dal loro stesso Stato. Che ha preferito emarginarli, rendendoli di fatto ancora più vulnerabili e legando la loro vita a un permesso di soggiorno. Stiamo parlando di quasi il 2% della popolazione del Paese che si troverà a governare.

Condividiamo la sua idea che per gestire al meglio le incertezze del presente e vincere le sfide del prossimo futuro bisogna investire prima di tutto sull’istruzione e più in generale sui giovani.

Sulla scuola, che già da questo anno è tornata ad impartire lezioni di educazione civica, per coltivare il valore dei diritti e delle Istituzioni come strumento per la loro tutela, e per educare alla cittadinanza attiva. Ci chiediamo allora in che modo il corpo docente possa spiegare a una larga parte degli studenti perché lo Stato non li riconosce come cittadini benché facciano già parte integrante della vita quotidiana del Paese. E perché il loro riconoscimento sia trattato come un problema di sicurezza nazionale.

Nel nostro Paese c’è un accanimento politico e burocratico nei confronti del nostro stesso avvenire. Non possiamo considerarci cittadini con gli stessi diritti degli altri: con la stessa possibilità di accedere al lavoro e alla professionalizzazione, all’Università, al Programma Erasmus, alle visite studio. Con la possibilità di votare chi amministra le nostre Città, i territori in cui viviamo da decenni.

Questa condizione significa anche non avere diritto alla propria identità, ad essere ciò che si è. Significa quindi vivere traumi psicologici, subire minacce come quella di essere deportati (o addirittura “portati” per la prima volta) in un altro Paese, lontano dalla propria vita e dai propri affetti.

Sono più di dieci anni che lottiamo per la riforma della legge 91/1992 che disciplina l’acquisizione della cittadinanza italiana, ormai completamente inadeguata per l’Italia di oggi e grande minaccia per la coesione sociale da lei invocata.

Le chiediamo quindi di inserire nel programma del Governo, che è stato incaricato di formare, un impegno chiaro e concreto per questa riforma in questa legislatura.

E’ necessario agire subito, abbattendo alcuni requisiti per la domanda di cittadinanza e i tempi di attesa per l’ottenimento. In particolare bisogna rivedere i tempi di presenza in Italia richiesti e i requisiti legati al reddito, che ci penalizzano ancor di più in quanto parte di una generazione precaria e sfruttata.

Con queste parole vogliamo rivendicare il diritto di un Milione di persone ad essere quello che già sono, italiane e italiani. Questa riforme è un investimento fondamentale per il nostro Paese, per tutte e tutti noi. Siamo noi la Next Generation EU, la Next Generation Italia.

Le porgiamo i nostri più distinti saluti e le chiediamo di essere ricevuti per un confronto.

A nome delle nuove generazioni di italiani, cordialmente,

Associazioni Firmatarie

Italiani senza cittadinanza, Festival Divercity, Black Lives Matter Roma, Arising Africans, Ass. Culturale e Sportiva QuestaèRoma, Rete G2 - Seconde Generazioni, Next Generation Italy, Stravox, Actionaid Italia, Rete Saltamuri, CGIL nazionale, CISL nazionale, UIL nazionale, ANPI Nazionale, Arci Nazionale, Festival dei Diritti Umani, Mamme per la pelle, NIBI - Black Italians, Figli della repubblica, Il Razzismo è una brutta storia, Associazione Comunità Africana di Cassino, Africa Solidarietà Onlus, CIAI-Centro Italiano Aiuti all'Infanzia, Hayat Onlus, WeWorld, Libera Nazionale, COSPE, Vitality Onlus, Lunia Film, Studio di Architettura, Moltivolti, Cantieri Meticci APS, Frontiera sud aps, CASA AFRICA Associazione Di Solidarieta e Promozione e Sociale ONLUS, Casba Cooperativa Sociale, RENA, UNIIC- Unione Imprenditori Italia Cina, Amici della mongolfiera, Fondazione Mondinsieme - Reggio Emilia, Osservatorio Solidarietà- Carta di Milano, Amref Health Africa, Associazione comunità Africana, Emmaus Palermo, Associazione Ventimila Leghe, Lunaria, Emmaus Roma, Fondazione Casa della Carità "A. Abriani", Associazione culturale WUXU, Nuove Radici, Associazione dei volontari ucraini in Italia - Odv, ACLI MILAN, Fondazione Arché, Associazione comitato 3ottobre accoglienza Onlus, Cantiere Milano, Comitato per non dimenticare Abba, Comitato Abitanti di San Siro, Coordinamento dei Collettivi Studenteschi di Milano e Provincia, Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, Cgil Campania, forum terzo settore città di milano, comunità palestinese campania, EMMAUS Catanzaro, DiverCity, Auser Comprensorio Milano, Cgil Toscana, Arci Milano, Lodi, Monza-Brianza, Cgil Milano Città Metropolitana, Associazione Carta di Roma, REDANI APS, Mbiye Diku, Mapping Change, Arcigayvercelli, C. I. S. M. Spinea ODV, C. I. S. M. Spinea ODV, FORUM ITALIA SOMALIA, No Early Marriage/No al matrimonio precoce OdV, ASSOCINA - Associazione seconde generazioni cinesi, Àltera, ANOLF Nazionale, RiCostituente per Napoli, Associazione Solaris, GrIS Sicilia, CNCA - Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, ACSI ( Associazione dei Connazionali Senegalesi in Italia), Solima (sportello socio-legale per migranti), Diaspora Africana Ciociaria ODV, Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, Cooperativa Crinali onlus, Scuolemigranti, SINDACATO PENSIONATI ITALIANI SPI CGIL nazionale, associazione culturale WUXU, Associazione Volare, Associazione black and white Castel Volturno, CISS/COOPERAZIONE INTERNAZIONALE SUD-SUD, Rete 21 marzo mano nella mano contro il razzismo, Associazione Il Pettirosso, Tabankaonlus, Cisl Milano Metropoli, Anolf Milano, Aps Nuove Radici, No Walls, Circolo Ambiente "Ilaria Alpi", WE ARE ONE - Sudtirol/Alto Adige, Ghana yomo, Associazone Le Reseau

Seguono Singoli firmatari....
 
PER ADERIRE:
 
 
 

 

 

Risultato immagini per immagini maurizio landini

 Roma, 17 febbraio – “Un discorso programmatico di alto profilo quello del presidente   del Consiglio Mario Draghi, con una netta collocazione europea dell’Italia per     costruire un’Europa nuova e socialmente sostenibile”. Lo afferma il segretario   generale  della Cgil, Maurizio Landini.

 Per il numero uno del sindacato di Corso d’Italia è “condivisibile unire l’azione   sull’emergenza, a partire dalle vaccinazioni e dalla proroga del blocco dei   licenziamenti, con le riforme (ammortizzatori sociali, fisco, pubblica amministrazione,   giustizia) e gli investimenti, capaci di creare nuovo lavoro in particolare per i giovani e   le donne. E per dare vita a uno sviluppo sostenibile realizzando gli obiettivi europei di   contrasto alle emissioni inquinanti e alla crisi climatica, valorizzando il territorio, la   storia e la cultura del nostro Paese”.

La realizzazione di grandi obiettivi – sottolinea Landini – ha bisogno del consenso e del coinvolgimento del mondo del lavoro e della cittadinanza attiva. Per questo è necessario subito un pieno coinvolgimento delle parti sociali e un chiaro ruolo d’intervento e d’indirizzo pubblico delle politiche industriali e di sviluppo”.

La giusta lotta alla povertà e alla diseguaglianza – conclude il segretario generale della Cgil – deve intervenire con più precisione sulle cause che le hanno originate, a partire dal superamento di una precarietà del lavoro non più accettabile”.

 

 

La posizione di Faenza Coraggiosa in merito al dibattito aperto in città sulle nuove urbanizzazioni nell’orto della Ghilana

urbanistica

In riferimento al dibattito che si è aperto, anche sulla stampa locale, su alcune urbanizzazioni a seguito di manifestazioni d’interesse presentate durante la passata Amministrazione, come Faenza Coraggiosa ribadiamo quanto già riportato nel nostro programma elettorale e in quello della coalizione di Centro-sinistra: “Il nostro impegno è quello di agire concretamente e di azzerare il consumo di nuovo territorio”.

E' doveroso che l'Amministrazione parta dai deliberati approvati dal passato Consiglio Comunale in riferimento alle specifiche manifestazioni d’interesse, sulle quali non è nostro compito oggi dare giudizi. Tuttavia, ci esprimiamo affinché, per tutte le manifestazioni d’interesse approvate e poi confermate dai proponenti, l'Amministrazione garantisca che le cosiddette “compensazioni” - ossia le opere da realizzarsi da parte dei privati a fronte delle concessioni urbanistiche - siano non solo quelle indicate dalle delibere, ma siano le più congrue per garantire l’interesse pubblico.

Il diritto compensatorio può e deve essere visto come un volano di rigenerazione urbana ad impatto zero. Occorre andare oltre al dettato normativo ed avere la forza di immaginare che per compensare le urbanizzazioni, che in realtà sono mere edificazioni, la città merita la rigenerazione di spazi che siano fruibili dalla cittadinanza.

Questo in particolare nei due casi che prevedono occupazione di suolo in aree di particolare pregio ambientale e paesaggistico, come l'area di via S.Orsola e quella dell'orto della Ghilana.

Di qui in avanti non vorremmo più doverci occupare di questo tipo di nuovi insediamenti. Per quanto ci riguarda, la priorità non è allargare il perimetro della città consolidata ma spostare l'attenzione sulla rigenerazione della città costruita utilizzando modificando e snellendo opportunamente i necessari regolamenti e meccanismi di incentivazione

Oggi è necessario ripensare le modalità con cui le città del futuro si potranno modificare, sono maturi i tempi per un nuovo modello di sviluppo, per un nuovo “Progetto Urbano”.

In questi anni di crisi è rinata la consapevolezza di molti aspetti che erano stati abbandonati nel disegno della città: prima tra tutti una nuova coscienza ambientale che dovrà caratterizzare tutte le decisioni in ambito urbano. Una maggiore attenzione che nasce, finalmente, dall'evidenza che non c'è più la possibilità di rimandare la questione ambientale (qualità dell'aria, spreco di territorio, sistemi di smaltimento rifiuti). I sistemi urbani dovranno fare propria la sfida ai cambiamenti climatici, non tanto e non solo imponendo qualità tecnologica nelle azioni architettoniche, ma verificando la tenuta ambientale nella sua complessità urbana. Abbiamo bisogno di visioni e regole nuove.

Faenza Coraggiosa, però, chiede anche con forza che la discussione non si limiti solamente alla disciplina urbanistica: un tema più generale sulla “questione” dell’abitare ci sembra evidente.

Un’importante fascia dei nostri cittadini (giovani ma non solo) fatica ad accedere al bene casa e, adesso, anche a mantenerla, tra mutui e affitti; le difficoltà economiche, attuali e quelle di prospettiva, impongono una riflessione nuova su come rendere realmente accessibile un diritto fondamentale come la casa. Tanti immobili vuoti, tante persone che faticano: da un lato si trovano anziani ormai soli in case troppo grandi da poter gestire, dall’altra moltissimi giovani vivono in spazi troppo ristretti per organizzare la loro vita. Chiediamo che il progetto pubblico e gli investimenti futuri vadano nella direzione di risolvere questo grande, rinnovato problema.

Alla luce di tutti questi temi fondamentali, riteniamo centrale la definizione del Piano Urbanistico Generale (PUG), per il quale vanno avviate le procedure e i percorsi partecipativi per la sua definizione entro il 2021, e che deve essere la sede per il disegno del centro abitato e del territorio del futuro.

Al suo interno vanno indicate le linee per una riqualificazione urbana (dal punto di vista sociale, energetico, sismico, etc.), per porre fine al consumo di suolo – secondo i principi della legge urbanistica regionale – e per razionalizzare la mobilità urbana e la qualità ecologica e ambientale.

Il processo partecipativo per la predisposizione del Piano Urbanistico Generale, a partire dalla predisposizione dell'albo degli immobili resi disponibili per la rigenerazione urbana, dovrà essere l'ambito nel quale l'intera comunità locale, oltre che gli operatori del settore, prenderanno coscienza che si apre una nuova fase per una diversa qualità della città.