Assemblea con il segretario generale Cgil Maurizio Landini: "Il sindacato esiste se le persone che lavorano si mettono insieme per cambiare la società"
Una colata di fango si è staccata dalla montagna e ha travolto Casamicciola, provocando due morti, dispersi e molti danni. Fracassi, Cgil: "Serve un piano straordinario e una legge quadro per il contrasto al dissesto idrogeologico"
Fango, massi e una colata di acqua e terra hanno travolto questa mattina all’alba Casamicciola, a Ischia, dove un nubifragio che si è abbattuto nella notte sull’isola ha causato allagamenti e danni dappertutto. Il bilancio provvisorio di questa tragedia è al momento di due persone morte e 9 dispersi, ma si teme che il numero delle vittime potrebbe salire.
I soccorritori, vigili del fuoco, operatori della protezione civile, carabinieri, sono in azione da ore per mettere in salvo la popolazione, a cui un’ordinanza dei sindacai dei comuni dell'isola, concordata con il prefetto, chiede di non uscire di casa, di evitare al massimo gli spostamenti per non intralciare le operazioni di soccorso.
Dalle ricostruzioni dei testimoni (nel video le immagini inviateci da iscritti e delegati Cgil presenti sull'isola), la frana si è generata nella parte alta di Casamicciola: si è staccata dalla montagna trascinando con sé alberi e auto che sono arrivati fino al lungomare, e travolgendo almeno una decina di casa. Un fiume di fango che continua a colare dalla montagna e che sta rendendo difficile la ricerca dei dispersi.
“Il contrasto al dissesto idrogeologico dovrebbe essere la priorità – dichiara Gianna Fracassi, vicesegretaria generale Cgil -. Richiamata quando accadono tragedie ma poi sempre dimenticata. Serve un piano straordinario e una legge quadro, come chiede da anni la Cgil”.
"Il dramma di oggi è peggiore di quello provocato dalla frana del 2009, a Casamicciola si è staccato in pezzo di montagna spazzando via tutto quello che ha trovato sul suo percorso – aggiunge Nicola Ricci, segretario generale Cgil Napoli e Campania -. Ma il problema è sempre lo stesso. La politica, il governo deve mettere in campo azioni per prevenire i dissesti idrogeologici e ambientali, che non possono essere delegati ai forestali o agli ingegneri naturalistici. Ci vuole una politica strutturale di prevenzione e mitigazione sui territori a rischio. E Ischia è un territorio a rischio, per i terremoti e per le frane. Qui non si fanno interventi e in più c’è molto abusivismo, ma anziché risolvere i problemi, si prosegue con i condoni e i contro-condoni”.
La frana di questa mattina si è abbattuta nella stessa zona dell’isola dove nel 2009 ci fu un’altra tragedia in cui morì una ragazzina di 13 anni. Si tratta di un’area soggetta a smottamenti: quando ci sono allerte meteo come quella annunciata nei giorni scorsi, molti degli abitanti lasciano le loro case, in attesa che il maltempo passi.
“Quando succedono drammi come questo non c’è un unico colpevole, ma diversi responsabili - dichiara Giuseppe Mele, segretario generale Fillea Napoli -. Case che sorgono dove non dovrebbero, edifici con una qualità costruttiva bassa, danni mai riparati del terremoto (dell’agosto 2017, ndr). E poi la mancata sistemazione idraulico forestale del territorio. Un processo franoso si verifica quando non c’è cura della vegetazione, sul profilo della montagna si creno calanchi, e così non si riesce a ridurre l’energia cinetica dell’acqua”.
I soccorsi e le ricerche sono rallentati dal maltempo, da una pioggia che non ha mai smesso di cadere. L’isola è rimasta divisa in due per ore, mentre le strade interrotte hanno impedito l’arrivo tempestivo dei mezzi. “Alcune zone sono tuttora interdette, piazza Bagni, la parte sopra piazza Maio, che è stato l’epicentro del terremo di cinque anni fa, e poi la zona di Rarone dove c’è stata la frana principale – racconta Luigi Baldino, della Fillea di Napoli, che è di Casamicciola e sta vivendo in prima persona la tragedia -. Terra e fango hanno continuato a venire giù anche dopo il primo grande smottamento. Il problema è che in questi 12 anni, dall’alluvione del 2009, dovevano essere fatti diversi interventi: bisognava mettere in sicurezza i costoni della montagna, le cave da dove si convoglia terra, acqua e pietre. E invece non è stato fatto nulla, i soldi stanziati non sono mai stati spesi”.
(Ha collaborato Mattia Carpinelli)
L’incontro
La bilancia sociale non sempre segue le logiche dell’uguaglianza e dell’equità, per questo riteniamo sia importante parlarne e agire concretamente. Come associazione di volontariato che agisce per le fasce più in difficoltà della comunità e per la sensibilizzazione dei giovani, abbiamo pensato a questo incontro “Oltre alle barriere sociali” sperando possa diventare un appuntamento annuale su tematiche di attualità e legate ai valori della giustizia sociale, quest’anno in particolare al tema delle migrazioni.
Farsi Prossimo ODV, insieme al Comune di Faenza, all’Unione dei Comuni della Romagna Faentina, alla rete Overall e all’Università di Bologna, vuole continuare e ricordare l’opera che Damiano, per tanti fratello e compagno, ha profuso per alcuni decenni nella comunità locale a sostegno delle persone meno privilegiate dalla società e che, suo malgrado, non ha potuto più portare avanti.
Invitiamo la comunità tutta, i giovani, gli studenti, gli operatori delle associazioni, professori e volontari a partecipare per una promozione e pratica comune della solidarietà.
Legge di bilancio: un manifesto ideologico, classista e reazionario. Landini (Cgil) non esclude lo «sciopero». Giorgetti: «A fine marzo altre risorse contro il caro-energia». «Opzione donna»: dietrofront.
Maurizio Landini (Cgil) - Ansa
Il segreto di Pulcinella della legge di bilancio che è stata inviata a Bruxelles è stato rivelato dalla ministro dell’economia leghista Giancarlo Giorgetti nella premessa al «Documento Programmatico di Bilancio». A fine marzo, dopo avere fatto due conti sui risparmi in cassa, il governo stanzierà nuove risorse per tamponare l’emergenza-caro bollette con un’inflazione che, presumibilmente, sarà cresciuta ancora per di più dell’attuale 11,9% in presenza di una recessione tecnica e di un sostanziale blocco dei salari che aggraverà la crisi sociale.
LA «MANOVRA» del governo Meloni è dunque a tempo e per di più condizionata in
Leggi tutto: «Contro una manovra sbagliata, forme creative di protesta» - di Roberto Ciccarelli
Mondiali 2022, Marco Benati (Fillea Cgil) racconta le ispezioni del sindacato in Qatar, i morti e i risultati delle campagne per i diritti dei lavoratori migranti
https://www.collettiva.it/copertine/diritti/2022/11/19/podcast/i_cantieri_della_vergogna-2508355/
Il segretario generale della Cgil: "Penalizza i più poveri, aumenta la precarietà, premia gli evasori fiscali. Il governo non ci ascolta"
Il nostro giudizio sulla manovra è negativo". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, commenta la manovra economica del governo Meloni, intervenendo ai microfoni del Tg3. "In un contesto difficile come quello che viviamo - spiega -, si tratta di una manovra che penalizza i più poveri, aumenta la precarietà introducendo i voucher, premia gli evasori con tante forme di condono e attraverso la flat tax. Insomma colpisce ulteriormente i lavoratori dipendenti".
Il leader di Corso d'Italia prosegue: "Non si aumenta il salario in modo adeguato, così la gente continua a non arrivare a fine mese. Sulle pensioni, la legge Fornero non viene riformata anzi c'è un blocco di fatto nell'uscita. C'è un'operazione che modifica la rivalutazione delle pensioni tagliando. Per tutto ciò il giudizio è negativo".
L'esecutivo inoltre non si confronta con i sindacati. "Abbiamo fatto le nostre proposte nell’unico incontro, ma al momento il governo non ci ascolta, non ci sono tavoli in cui aprire la discussione. Da parte nostra, abbiamo chiesto il cuneo fiscale di cinque punti sul lavoro dipendente, perché c’è una mensilità che è stata persa da recuperare. Abbiamo chiesto una riforma fiscale degna di questo nome. Vogliamo detassare gli aumenti salariali nei contratti ed eliminare i voucher, non reintrodurli". Allo stesso tempo, a livello complessivo, "crediamo ci sia bisogno di investimenti seri per costruire nuove politiche industriali".
Altro capitolo caldo la sanità, dove in manovra vengono allocati due miliardi di euro. Per Landini “la sanità pubblica è a rischio. Siamo di fronte a tagli, mentre la sanità ha bisogno di molti investimenti. Esattamente come l’istruzione. Noi chiediamo di tassare gli extra-profitti, perché i soldi ci sono ma bisogna andarli a prendere, senza colpire i poveri e facendo seriamente la lotta all'evasione".