Conti separati «Usa derubati per decenni»: tariffe da mezzanotte, dal 20% per la Ue al 34% per la Cina
Donald Trump annuncia nuovi dazi a Washington – Foto Ap
Il giorno della liberazione in cui Donald Trump avrebbe spiegato i dazi da infliggere al resto del mondo è arrivato
Dal Giardino delle rose il tycoon ha dichiarato che imporrà «tariffe reciproche» che aiuteranno a «rendere di nuovo ricca l’America».
Come alcuni si aspettavano non si tratta di dazi generalizzati ma di imposte variabili nei diversi paesi e settori, divise in tre fasce del 10%, 15% e 20% in base alle tariffe e ad «altre forme di imbroglio».
Ma qua finiscono le conferme perché molti di questi dazi sembrano molto più elevati di quanto la maggior parte degli economisti e politici si aspettassero.
La Cina dovrà affrontare un dazio del 34 %, mentre l’Unione Europea del 20 %. Il Giappone del 24 % e l’India del 26 %. Per il Regno Unito ci sarà un’imposta del 10 %, e anche questo è abbastanza notevole, dal momento che gli Stati Uniti hanno un surplus commerciale con la Gran Bretagna, che è un alleato molto stretto, e che ha cercato in tutti i modi di negoziare un accordo commerciale con gli Stati Uniti.
Trump ha dichiarato che stabilirà anche un dazio di base universale del 10 % che si applicherà a tutti i paesi, oltre a quelli differenziati che ha annunciato all’inizio del suo discorso. Ciò significa che un paese come la Cina dovrà affrontare una tariffa del 44 percento in aggiunta al 20 percento che Trump aveva già imposto.
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Dazi sulle auto: il tycoon torna all’attaccoRivolgendosi ai paesi stranieri Trump ha detto che una soluzione esiste: «Se volete che la vostra tariffa doganale sia pari a zero, allora costruite il vostro prodotto proprio qui in America».
Allargando il discorso a tutti i continenti Trump ha parlato dell’Africa, anzi, al Sudafrica, terra natale del suo amico Elon Musk: «Stanno succedendo delle cose molto brutte in Sudafrica», ha affermato Trump mentre delineava i dazi reciproci contro quella nazione.
The Donald ha amplificato tutte le affermazioni false sulla persecuzione degli afrikaner bianchi in Sudafrica e ha fatto un’eccezione al suo divieto per i rifugiati prendendosi una pausa dalla descrizione delle sue imposte contro il resto del mondo per criticare i media per la loro copertura del Sudafrica.
Già dal mattino Donald Trump aveva a cominciato ad esultare su Truth Social per l’annuncio dei dazi reciproci contro, tra gli altri, la Cina e l’Unione europea.
«In America è il giorno della liberazione», ha scritto, mentre il resto del mondo aspettava, preoccupato di sapere i dettagli della guerra commerciale, con la fosca prospettiva di un colpo pesante all’economia globale.
Del contenuti di questo annuncio non si è saputo nulla fino all’ultimo momento, nessuna anticipazione, nessun comunicato stampa o trascrizione del discorso inviato ai media a ridosso dell’annuncio, come accade di prassi, alimentando le voci di un discorso i cui contenuti sono stati messi insieme all’ultimo momento, senza nessuna strategia alle spalle.
Il clima di incertezza riguardante l’implementazione e il tipo di dazi che Trump avrebbe ordinato ha segnato tutta la giornata, di giorni precedenti, con voci di Ceo che cercavano di contattare The Donald per chiedergli di risparmiare la loro azienda.
Durante il giorno il dollaro statunitense era crollato bruscamente rispetto alle valute principali, scendendo di circa lo 0,8% rispetto alla sterlina e dello 0.8% rispetto al US Dollari Index, una misura chiave che confronta la valuta statunitense con un paniere di rivali.
Anche le borse hanno reagito agli sviluppi provenienti dagli Stati Uniti, in un clima di incertezza su come il commercio globale sarà influenzato dai nuovi dazi e su quanto i paesi interessati risponderanno.