Il rapporto approvato con 399 voti a favore, tra dem hanno votato no Tarquinio e Strada. Maggioranza divisa in tre. Conte (M5S): "Una follia dietro l'altra"
Il Parlamento europeo ha approvato oggi a Strasburgo, nella plenaria, il rapporto sulla politica di difesa e di sicurezza comune 2024, con 399 voti a favore, 198 contrari e 72 astenuti. Hanno votato sì il Ppe, compresa Forza Italia, l’S&D (Pd incluso, a parte gli indipendenti), Renew Europe, una parte dell’Ecr (non Fdi) e buona parte dei Verdi/Ale (non gli italiani, che hanno votato no).
Contro hanno votato una parte dell’Ecr e alcuni socialisti, tra cui Cecilia Strada e Marco Tarquinio, indipendenti del Pd, oltre all’estrema destra dell’Esn e ai Patrioti, Lega inclusa, più alcuni Verdi tra cui gli italiani, come detto. Contro anche la Left, inclusi i Cinquestelle. Astenuti parte dell’Ecr, tra cui Fdi, e altri deputati di vari gruppi.
L'emendamento 19 al paragrafo 9, presentato dal relatore del Ppe Nicolas Pascual de la Parte, del Partido Popular, che appoggia esplicitamente il piano ReArmEu presentato da Ursula von der Leyen è stato votato per alzata di mano ed è stato approvato a maggioranza.
Dunque, nel testo approvato è presente il paragrafo 9 bis, con il quale il Parlamento Europeo "accoglie con favore il piano ReArm Europe (resta nei testi il vecchio nome scelto da Ursula von der Leyen, non il 'rebranding' Readiness 2030, ndr) in cinque punti proposto il 4 marzo 2025 dalla presidente della Commissione".
Il Pd stavolta tiene
No all'emendamento a favore del riarmo e sì nel voto finale sulla 'Relazione annuale sulla politica di sicurezza e difesa'. Questa la mediazione che ha evitato nuove spaccature, dopo quella lacerante di alcune settimane fa, nella delegazione Pd in Europa guidata da Nicola Zingaretti. Un'articolazione nelle votazioni che ha consentito alla maggioranza dem di riaffermare la contrarietà al piano Von der Leyen: secondo la segretaria Elly Schlein necessita di una revisione 'radicale', come chiesto nella risoluzione Pd votata a Montecitorio nei giorni scorsi.
Ma che soddisfa anche l'area riformista con il sì -in linea stavolta con la famiglia socialista europea- nel voto finale sulla Relazione, documento ampio in 61 pagine che comprende tutti gli aspetti della politica estera europea, dall'Ucraina al Medio Oriente. "C'è un cambiamento molto significativo rispetto alle posizioni di un mese fa della maggioranza del partito. Una grande vittoria politica", ha commentato un esponente della minoranza dem a Strasburgo.
Dalle parti della segreteria Pd si rimarca la presa di posizione sul ReArm. Dice il responsabile Esteri della segretaria Schlein, Peppe Provenzano: "Il Partito democratico ha più volte chiarito, nelle sedi politiche e parlamentari, la sua linea di contrarietà alla corsa al riarmo dei singoli Stati e di impegno per la costruzione di una vera difesa europea. Bene il voto contrario agli emendamenti che ripropongono l’impianto iniziale di Von der Leyen, che invece necessita di una radicale revisione". Una posizione ribadita da tutta la segreteria Pd, da Marco Sarracino a Marina Sereni e Marco Furfaro.