5 Stelle Oggi la manifestazione nazionale contro il riarmo
Si parte alle 14 da piazza Vittorio per arrivare, lungo il quartiere Esquilino e via Cavour, ai Fori imperiali dove è stato montato il palco per i comizi e gli interventi finali. Ad aprire il corteo saranno i giovani del Movimento 5 Stelle. Elly Schlein non ci sarà ma ci sarà una delegazione dei suoi, pare capitanata dal capogruppo al senato Francesco Boccia. I due leader, Schlein e Conte, si sono sentiti e Conte ci ha tenuto a far sapere di apprezzare la partecipazione dei dem.
Quando, ormai diverse settimane fa, ha lanciato l’idea di questo appuntamento nazionale non poteva prevedere che la tempistica sarebbe stata perfetta e che la manifestazione arriva nel momento di maggiore tensione nella politica italiana sui temi del riarmo, della difesa europea e della svolta nelle relazioni globali. Da questa sincronia deriva che moltissima gente aspettava di ritrovarsi in piazza per rilanciare le ragioni della pace e adesso utilizzerà questo appuntamento indetto dal M5S per farsi sentire. I pentastellati lo sanno e fino all’ultimo si sono adoperati su un doppio binario.
Se da una parte appare evidente che questa sarà occasione per rilanciare i 5 Stelle di Conte dopo l’operazione della fine dello scorso anno che ha messo alla porta Beppe Grillo, è vero anche che dalla sala macchine di via Campo Marzio si sono impegnati a mandare segnali di massima apertura. Ovviamente a cittadini e associazioni non partitiche, in base alla logica secondo la quale il M5S vuole fungere da piattaforma nei palazzi e da cinghia di trasmissione con i tanti che non si sentono rappresentati. Ma, e questo era tutt’altro che scontato, anche alle altre forze politiche. A cominciare da quelle con le quali condividono il gruppo europeo The Left, cioè Sinistra italiana (e dunque Avs) e Rifondazione comunista, che non ha eletti a Bruxelles ma che siede nel board del Partito della sinistra europea e ha espresso il suo parere favorevole all’ingresso di Pasquale Tridico e compagni nel gruppo. Non a caso Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli e Maurizio Acerbo interverranno dal palco insieme a Marc Botenga, eurodeputato del Partito del lavoro belga. Fino al Pd, impegnato in un confronto interno sul quale anche la piazza romana potrebbe avere ripercussioni e fare da cassa di risonanza. Da qui la decisione di esserci, in delegazione, ma di non giocare la carta della segretaria.
Insomma, Conte camminando in corteo per il centro di Roma valicherà un crinale che potrebbe anche stringersi man mano: da una parte le geometrie della costituenda coalizione, dall’altra il variegato popolo della pace. Di cui sono espressione, in qualche modo, i relatori scelti per gli interventi finali, che saranno moderati da Paola Taverna: ci sarà l’economista statunitense Jeffrey Sachs e Marco Travaglio, lo storico Alessandro Barbero, il professore Tomaso Montanari e il divulgatore scientifico Mario Tozzi, Saskia Terzani, figlia di Tiziano, l’attore Massimo Wertmüller e Barbara Spinelli. Insieme a Conte, anche l’ex presidente della Camera Roberto Fico e la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde. Nei giorni scorsi si è parlato molto del ruolo di Rita De Crescenzo, già è finita in affreschi dai toni classisti sulle gite dei napoletani a Roccaraso. Dal M5S giurano che non sono stati loro ad arruolarla, anche se il suo coinvolgimento pare sia stato sollecitato da un’associazione sportiva irpina in area 5S. Sarebbe materia da folclore, più che da riflessione politica, ma la sua immagine evoca il coinvolgimento della gente 2.0, gli spettatori televisivi transitati al piccolo schermo del telefonino. Erano l’audience del primo grillismo, ed è inevitabile che il fantasma dell’influencer fondatore sia baluginato di fronte alla poltrona dell’avvocato ed ex premier.