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Medio Oriente Nell'editoriale del nuovo numero della rivista Italianieuropei, l'ex presidente del consiglio individua in nuove elezioni, in Israele e Palestina, una possibile via d'uscita

Massimo D'Alema foto LaPresse Massimo D'Alema – LaPresse

«Una destra razzista ha preso il comando in Israele e persegue con la forza delle armi l’idea di una “soluzione finale’ della questione palestinese».

Massimo D’Alema, nell’editoriale all’ultimo numero della rivista Italianieuropei dedicato al conflitto israelo palestinese, «Una pace giusta», non lesina le accuse al governo Netanyahu, definendo «fasciste» le esternazioni di alcuni ministri e ricordando «l’impasto nazionalista e razzista anti-arabo che si è radicalizzato nella società israeliana».

Secondo D’Alema, solo nuove elezioni in Israele e Palestina possono riaprire un percorso di pace. «Israele non può identificarsi con l’immagine di massacratori e torturatori che oscura le ragioni di quella che è stata a lungo ammirata come l’unica democrazia del Medio Oriente».

Lo stesso ricambio è necessario tra i palestinesi, come l’emergere di leader «non compromessi con il terrorismo fondamentalista». L’ex premier invita l’Ue a fare «pressioni» su Israele affinché accetti «una forza di pace internazionale a Gaza». Una tesi, quella che prevede una «pressione internazionale» sulle due parti, condivisa nel suo articolo anche dall’ex premier Ehud Olmert.