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Questa lettera era stata inviata al settimanale SetteSereQui, che, fino ad oggi, non l'ha pubblicata.

…replicando all’intervento in Senato del sen. Stefano Collina
L’importante è pedalare,……dove si arriva non importa

E’ ciò che si coglie dall’intervento del senatore Collina, fatto in Senato il 17 settembre, dove il leitmotiv è: queste riforme istituzionali servono per “uscire dalle logiche dell’emergenza, […] mettere le istituzioni e la politica in condizione, […] di fare un grande passo in avanti in termini di adeguatezza e di modernizzazione del nostro Paese”.
Tutto il discorso non entra nel merito dell’oggetto in causa – d’altronde a cosa servirebbe – ma usa la tattica del far proprie le critiche altrui, guardandosi bene dall’affrontare dialetticamente le argomentazioni.
Colpiscono in particolare alcuni passaggi:

Se poi, per “tornare dai cittadini a chiedere un loro giudizio di conferma o di disapprovazione”, il Senatore si riferisce a un referendum, gli ricordiamo che questo non può essere richiesto dal Governo e non è previsto dalla Costituzione nel caso la riforma passasse con i due terzi.
Finita l’ebrezza del potere e quando nel corso del tempo una forza di destra governerà, i fautori di questa riforma si renderanno conto degli errori fatti, ma allora sarà troppo tardi! 

Antonella Baccarini