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L'analisi della cartografia e la proposta di delibera comunale che il Consiglio voterà giovedì 25 luglio, smontano la pomposa presentazione, in chiave ambientale, del progetto definitivo per la “Rigenerazione urbana della zona antistante la stazione ferroviaria”.

Il progetto prevede pesanti interventi che contraddicono i principi della rigenerazione:

Sono interventi che consumano aree verdi esistenti, producono congestione e traffico.

Il nesso con la rigenerazione urbana, che prevede “riuso e valorizzazione del patrimonio ambientale e sociale esistente per migliorare la vivibilità di spazi collettivi, interventi su criticità ambientali per un sistema urbano resiliente ai cambiamenti climatici”, appare un mistero.

Peraltro, la proposta di delibera di Consiglio Comunale precisa i contenuti della prima fase di interventi, come la stazione delle corriere e il nuovo parcheggio pubblico, ma esclude i principali interventi di mobilità sostenibile, come il prolungamento del sottopasso della stazione fino a via Filanda Nuova e il cosiddetto “parco urbano con piazzetta e parcheggi bici”.

Ma lo stesso atto però garantisce la conferma della edificabilità di ben 40 mila metri cubi, che, anche se prevista dal PRG del 1996, nell'attuale scenario urbanistico ed ambientale risulta in evidente contrasto con l'esigenza di una mobilità sostenibile e con la riduzione del consumo di suolo.

Le critiche al progetto non impediscono però di sostenere, nell'ambito della riqualificazione della stazione ferroviaria, quegli interventi realmente sostenibili, utili a migliorare vivibilità e qualità urbana.

Faenza, 23 luglio 2019