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Riarmo Il leader M5S rinnova l’invito al Pd per la prima manifestazione senza incursioni di Grillo. Raggi assente «per motivi familiari». Barbero, Travaglio, Montanari e Onufrio sul palco insieme alla Rete dei numeri pari

Giuseppe Conte foto Ansa Giuseppe Conte – Ansa

Quella del 5 aprile sarà la prima manifestazione nazionale del Movimento 5 Stelle senza Beppe Grillo. Nella primavera di due anni fa, in occasione del corteo che l’avvocato aveva voluto dedicare ai temi del lavoro precario e al reddito di cittadinanza, il fondatore spuntò ai lati del palco per guadagnare il centro della scena e invocare la nascita di «brigate di cittadinanza» che si dedicassero «in passamontagna» alla cura di strade e giardini. Ottenne l’effetto di oscurare il neo-leader, che pure aveva pazientemente costruito quell’evento e ottenuto che vi si affacciasse, per un saluto a favor di telecamere, anche Elly Schlein.

NON SI SA ancora se e in che modo la segretaria del Partito democratico comparirà, dopo aver fatto della difesa comune Ue e del no al piano von der Leyn la linea del suo partito. Di certo Conte sta provando a costruire un evento che provi a esprimere al tempo stesso la centralità del suo M5S e la contaminazione con altre forze. «Abbiamo aperto a tutte le forze politiche, le associazioni, i singoli cittadini – spiega a questo proposito il leader dei 5 Stelle – Quindi confido assolutamente che ci sia anche il Pd e che ci siano tutte le altre forze che ritengono questo piano di riarmo una prospettiva completamente folle che farà malissimo all’Italia e distruggerà anche l’unità e l’integrazione dell’Europa».

NEL FRATTEMPO, tra conferme e nuove indiscrezioni, prende corpo la lista degli ospiti che parleranno dal palco dei Fori imperiali: ci sarà lo storico Alessandro Barbero. Assieme a lui il direttore del Fatto quotidiano Marco Travaglio, Giuseppe Onufrio di Greenpeace e il rettore dell’Università per stranieri di Siena Tomaso Montanari. Ieri è arrivata anche l’ufficializzazione della partecipazione dei due leader di Alleanza Verdi Sinistra. «Io e Bonelli saremo presenti – dice Nicola Fratoianni – Conte ci ha invitato e quindi andremo. Condividiamo gli elementi di fondo di questa manifestazione, su molte di queste questioni abbiamo posizioni che sono molto convergenti e quindi non abbiamo difficoltà ad esserci».

NON CI SARÀ, come è noto da tempo, la Cgil. Maurizio Landini ha spiegato una volta per tutte che il sindacato non aderisce a iniziative di partito. Ci sono state fasi in cui l’asse tra lui e Conte pareva più evidente: il M5S partecipò con grande evidenza alla piazza del 5 novembre 2022. In seguito, l’elezione di Schlein a segretaria ha un po’ riequilibrato lo stato dei rapporti tra Corso Italia e forze d’opposizione. Dal palco della manifestazione romana di sabato parlerà comunque Elisa Sermarini della Rete dei Numeri pari, che unisce diversi nodi territoriali e campagne contro la povertà e la cui agenda sociale ha più volte trovato il sostegno dei 5 Stelle.

ASSENTE, ma «per motivi familiari», l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, che ha assicurato sostegno alle cause della manifestazione. La sua non partecipazione pare fare il paio con quella, meno inattesa, di Alessandro Di Battista. La sua figura avrebbe rappresentato un’apertura a mondi del M5S dell’era (fortunata dal punto di vista elettorale) «né di destra né sinistra» ma sarebbe anche stata ingombrante per la gestione Conte. Tra le altre adesioni quelle degli ex parlamentari Paolo Cento, Loredana de Petris e Stefano Fassina, oggi promotori del Polo Progressista che alle ultime regionali nel Lazio ha corso insieme ai pentastellati.

SARÀ INTERESSANTE vedere se arriverà in piazza un altro ex sindaco di Roma: Ignazio Marino, dopo essere stato eletto al parlamento europeo nelle liste di Avs, in quota Europa Verde, pare molto attivo sul fronte della corsa del 2027 per la guida della capitale. Secondo alcuni scenari, starebbe lavorando al suo ritorno al Campidoglio. Da tempo contesta a Roberto Gualtieri soprattutto la gestione dei rifiuti e la costruzione del mega-inceneritore di Santa Palomba, nella periferia sud-ovest. Se davvero volesse scendere in campo, Marino non potrebbe fare a meno dell’appoggio di Conte. E la piazza del 5 aprile, sussurrano in molti, sarebbe un ottimo palcoscenico per sondare le sue aspirazioni.