Stati uniti Alexandria Ocasio-Cortez si unisce al tour contro gli oligarchi negli stati che hanno votato repubblicano
Il 21 febbraio, un mese dopo l’insediamento di Donald Trump, il senatore Bernie Sanders ha iniziato a battere gli stati repubblicani con una serie di comizi dal nome inequivocabile: Fighting Oligarchy Tour. Prima tappa a Omaha, Nebraska, seguita da Iowa City e gli stati del nord, richiamando ogni volta migliaia di persone in luoghi che pochi mesi prima avevano votato per Trump. Non solo le grandi città, ma anche cittadine di 9.000 anime di cui 3.000 sono accorse ad ascoltare Sanders.
SALTANDO gli stati democratici della costa ovest, lo scorso fine settimana Sanders ha messo in calendario 5 comizi in 3 giorni divisi fra Nevada, Arizona e Colorado, dove l’ha raggiunto Alexandria Ocasio-Cortez, e il duo composto da un senatore 83enne e una deputata 35enne, entrambi socialisti, ha richiamato folle come non se ne vedevano dalla campagna elettorale di Obama del 2008. Solo a Denver, in Colorado, dove si è tenuto il secondo comizio di sabato, sono arrivate 36.000 persone, più o meno quante ne sono arrivate per la convention democratica di agosto, tanto per fare un paragone.
Mentre i democratici si tormentano per la perdita del voto della classe lavoratrice, e lo fanno prendendo parte a podcast e a trasmissioni tv, dove elaborano ad alta voce le strategie per recuperarlo, solo Sanders sembra aver capito cosa fare. Con la tecnica “capillare” che ha sempre impiegato – andare a parlare direttamente con le persone – , e discorsi che propongono lo stesso programma che sostiene da decenni: sanità universale, abbassamento dei prezzi dei farmaci da prescrizione, tasse per i ricchi, università statali gratuite, sindacati forti, aumento del salario minimo. Lo stesso programma abbracciato e replicato da Aoc.
Lo stesso contenuto proposto nel Fighting Oligarchy Tour. «Non permetteremo a te – ha detto Sanders dal palco di Tucson, Arizona, rivolgendosi direttamente a Trump – al tuo amico, il signor Musk, e agli altri miliardari di scatenare il caos tra le famiglie lavoratrici di questo Paese. No, non distruggerete la previdenza sociale. Non distruggerete Medicaid. Non distruggerete la Veterans Administration». Ocasio-Cortez è intervenuta per aggiungere: «Combattiamo per la nazione che meritiamo. Sapete chi sono i più grandi criminali di questo paese? I Ceo delle grandi aziende che ci derubano ogni singolo giorno».
DIFFICILMENTE si può accusare Sanders di adattare il proprio messaggio al momento storico in cui si trova è più corretto dire che ha saputo interpretare le crisi degli ultimi anni, dalla recessione a oggi. E, complice il silenzio del resto dei Dem, è più popolare che mai.
Il suo messaggio non è cambiato, ma ora colpisce più forte. Molti americani, anche fra quelli che hanno votato per Trump, stanno raggiungendo un punto di rottura: in difficoltà nell’arrivare a fine mese, si chiedono quanto potrebbero diventare ancora più dure le cose se dovesse arrivare una nuova recessione. Allo stesso tempo vedono il presidente sfidare la Costituzione e devastare parti del governo federale che sono sempre sembrate importanti e inamovibili, e temono che, prima o poi, verranno intaccati quel poco di sanità pubblica rappresentata da Medicaid, o le scuole pubbliche e la previdenza sociale, mentre se ne va anche la libertà di parola. «Non accetteremo che l’uomo più ricco del mondo scorrazzi per Washington – ha detto Sanders alla folla di 11.000 persone a Greeley , Colorado – tagliando indiscriminatamente e quasi distruggendo il dipartimento dell’Istruzione, tutto questo per poter dare quasi mille miliardi di dollari in sgravi fiscali all’un per cento di popolazione più ricca».
A LAS VEGAS, Nevada, Aoc non ha attaccato solo i miliardari e il Gop: «Non si tratta solo dei repubblicani. Abbiamo bisogno di un partito democratico che combatta più duramente per noi». Presentata da Sanders per nome, cosa che non aveva mai fatto prima, Ocasio-Cortez ha usato la sua esperienza come cameriera per spiegare le sue idee politiche alla folla: «Non credo nell’assistenza sanitaria, nel lavoro e nella dignità umana perché sono marxista, ci credo perché ero una cameriera. Perché ho lavorato doppi turni per pagare le bollette della luce, e perché nei miei giorni peggiori so cosa si prova a sentirsi abbandonati. E so che non dobbiamo vivere così».